BookFactory #2: Ho visto Maradona – la scheda
Ho visto Maradona
Tributo letterario e memoria immaginativa
Descrizione: Tributo letterario a Diego Armando Maradona in occasione del suo cinquantesimo compleanno.
Filosofia: Alcuni personaggi – in ambiti differenti ed a volte insospettabili – riescono a lasciare una traccia profonda nella considerazione della gente, costruendo l’immaginario comune, fino ad ergersi ad icone metatemporali. Diego Armando Maradona è una icona, senza possibili discussioni di sorta. Ha ispirato e continua ad ispirare canzoni, film, opere d’arte, dibattiti politici, religiosi, culturali, chiacchiere da bar. In tutto il mondo.
Eroe maledetto, populista underground, pezzente miliardario, icona sportiva, modello inimitabile, fenomeno culturale, edonista autodistruttivo, comunicatore autistico.
Leggenda. Vivente e non. E le leggende si trasmettono col racconto, con la memoria collettiva alimentata dalla tradizione di aneddoti – veri e fantastici – che un personaggio evoca.
Proprio la memoria, l’immagine condivisa e creata collettivamente col tempo finisce per sovrapporsi e sostituire quella reale. Un interessante percorso di narrazione sedimentaria che il progetto vuole ripercorrere ed esplorare in chiave fantastica.
Questioni di genere: la formula del tributo creativo è in genere più familiare al mondo della musica, ma non è estraneo a quello della letteratura. La narrazione è aperta a contributi di ogni genere letterario, tenendo al centro del progetto creativo il retaggio evocativo delle leggende metropolitane (e della tradizione orale, quindi) e la formula della fan fiction (nella quale gli appassionati di serie televisive danno vita a storie elaborate in proprio ma animate dai loro personaggi preferiti per poi condividerle con altri fan attraverso il web).
Struttura: il progetto mira a comporre uno Scrapbook (sono i taccuini personali nei quali si inseriscono testi ed anche immagini per conservare ricordi del vissuto quotidiano) virtuale (su un blog) da travasare poi – nei suoi contenuti migliori – in una pubblicazione cartacea.
Creazione dei contenuti: il flusso narrativo si sviluppa in un racconto collettivo, secondo la modalità open source (collaborazione aperta) tipica della filosofia interattiva dei social media.
“… Presto iniziai a trasformare le strade del mio quartiere in un campo da calcio. Bastavano solo quattro zaini e un pallone, e un posto dove non passassero troppe macchine e ci fossero troppe buche. Ma a Napoli era un’impresa trovare un posto cosi, gratis. Il campo dei campi era sempre occupato: l’area di parcheggio dello stadio San Paolo, il preludio al tempio di Dieguito. C’era gente che si accampava lì settimane prima. Il primo che avvistava il campo libero, che poteva essere anche di pochi metri, chiamava a raccolta tutti gli altri con un fischio. E tutti correvano anche all’alba, tutti uscivano di casa anche con i pigiamini pur di giocare lì. Che bello!”
(Pietro Tammaro)
“I miei sogni sono due, giocare il mondiale e vincerlo”. Erano anche i sogni di noi fortunati bambini a colori dell’82. Ma come i neonati non hanno sviluppati a pieno i sensi, così noi i colori non li distinguevamo ancora bene. Per noi l’azzurro era ancora troppo in alto, lo vedevamo squartato dalla scia degli aerei e basta. Anche il pallone sembrava risiedere altrove prima dell’arrivo di Dieguito. Non qui, non al sole, non per noi. Non era ancora il momento per il Pibe di giocare e vincere il mondiale, ma era il nostro momento certamente per dare un volto all’azzurro e non alzare la testa per cercarlo. Diego era venuto a salvarci a mostrarci la via a far tornare la palla rotonda e da questa vedere il futuro”.
(Luca Saccoia)